Da Il Messaggero 19 Giugno 2023
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Nel panorama cittadino, resistono loro e pochissimi altri. In totale, tre club e due gruppi di appassionati di quattroruote dove, escluso il Car – il Club autostoriche Rieti federato all’Asi – il Rieti Racing Club continua a recitare la parte del leone da ormai vent’anni, festeggiati proprio in questi giorni. Nel 2003 erano appena dei “monellacci” che avevano eletto il piazzale della scuola media “Ricci” a luogo di ritrovo dei loro bolidi che, sotto il cofano e nell’estetica, avevano ben più di qualche modifica rispetto alle produzioni originali imposte dalle case automobilistiche: ad osservarli adesso, però, vent’anni sembrano lontani il doppio.
Era, quello, il tempo che precedeva lo stravolgimento dei due decenni successivi: la crisi economica che ha dimezzato le spese dei soci per la loro passione, i social per aumentare l’esposizione del club ai tanti appassionati, il Covid che ha prima cancellato e poi disegnato una nuova socialità, ben distante da quella dei cellulari con i quali bastava un sms per darsi appuntamento fra sgasate e odore di benzina.
I “monellacci” del Rieti Racing Club – oggi guidato dal presidente Guido Giuli – sono passati indenni attraverso tutto questo, oltre che a matrimoni, figli, mutui e precarietà lavorativa.
Adesso, dopo quasi un quarto di secolo di vita, il punto di ritrovo è fisso al Sirio Food&Drink di via Sacchetti Sassetti: «In tutto, contiamo circa 40 tesserati – spiega Giuli – Molti di loro vivono in altre città, Roma, Sulmona, Ascoli Piceno e grazie al nostro club scoprono ogni anno posti dei quali non conoscono l’esistenza o che non hanno mai visitato, scelti da noi come meta dei nostri raduni, magari visitando aziende locali così da dare anche una mano all’economia del territorio».
A non essere mai cambiato è il requisito per entrare nel giro: «Possedere un’auto sportiva, o anche storico-sportiva – spiega Giuli – Il nostro club è uno dei pochi e veri rimasti: fino a quindici anni fa erano molti di più, oggi ci contiamo sulle dita di una mano ma il nostro resta un sodalizio che ha un suo statuto e dove continuano a nascere amicizie che vanno ben oltre la passione per i motori». Altri vent’anni così. Auguri.


